VIII Esercizio: La fenice- Chiesa del Gesù di Casa Professa - Palermo

VIII Esercizio: La fenice

La fenice
L’ultimo aspetto umano che trattiamo è la nostra dimensione affettiva. Molte volte non siamo capaci di amare veramente. La nostra affettività può disperdersi in rivoli malsani, che sfociano in un’acqua stagnante senza bellezza né profumo. In quelle circostanze ci consideriamo come persone mediocri, senza spessore. Invece, siamo molto di più di quello che crediamo. Siamo capaci di grandi cose, di slanci eroici senza riserve. Possiamo ribaltare l'opinione di noi stessi quando ci ritroviamo a fare del nostro meglio. Possiamo essere come la fenice della foto, che rinasce dalle proprie ceneri.
Anche in questo periodo così delicato, molte persone fanno esperienza di un coraggio e di un amore senza precedenti. Gli infermieri e i medici negli ospedali vanno avanti senza risparmiarsi. È emblematica la foto dell’infermiera stremata, accasciata sul tavolo dopo il suo turno di lavoro. Non sono da dimenticare coloro che pensano agli ultimi, per esempio chi si occupa dei senzatetto, delle mense dei poveri, difficili da gestire, oppure gli operatori della Caritas, che cercano di venire incontro alle problematiche che tutti conosciamo. Mi ha commosso sapere che a Ballarò ci sono tanti giovani che non vedono l’ora di venire incontro ai bisogni dei più sfortunati.
Ti invito a svolgere per un po' un esercizio di rilassamento. Ora immagina di scendere nella profondità del tuo essere, fino a raggiungere il centro. C’è oscurità dappertutto … però là trovi una fiamma viva di amore protesa verso Dio o altrimenti verso ciò che per te è più nobile.
Segui il ritmo della fiamma con una parola, una breve invocazione: il nome di Gesù, o Abba, o vieni Santo Spirito, o mio Dio, mio tutto, oppure amore immenso. Altrimenti puoi utilizzare parole come fiamma viva, amore vero …
Senti queste parole emesse dal profondo del tuo essere. Non pronunciarle. Ascolta queste parole come se venissero da lontano.
Immagina che il suono cresca gradualmente, fino a riempirti completamente. Lo senti nella testa, nel petto, nello stomaco e in tutto il tuo corpo.
Dopo un po’ il suono è presente in tutta la tua stanza, poi nei dintorni. Poi cresce in intensità e riempie tutta la Terra e il cielo, cosicché tutto l’universo risuona delle parole scaturite dal profondo del tuo cuore.
Soffermati un po’ su questa parola e pronunciala con amore.
Questo è l’ultimo esercizio che propongo. Se desiderate continuare, scrivete all’indirizzo bottaccio.w@gesuiti.it per un accompagnamento più personalizzato.