VI Esercizio: la paura- Chiesa del Gesù di Casa Professa - Palermo

VI Esercizio: la paura

La paura
In questi giorni è facile farsi prendere da varie paure, che diventano dei pensieri fissi, tanto da rendere difficile accantonarli. Paura di non sapere come andranno le cose; paura per la situazione economica e lavorativa; paura di essere contagiato; paura per i propri cari che abitano lontano. Paure, timori e preoccupazioni accompagnano la nostra quotidianità, e adesso sono maggiormente accentuati al punto da richiamare tutta la nostra attenzione.
Per vivere serenamente questo tempo (in fin dei conti, preoccupati o meno, momentaneamente la situazione è questa), ti propongo di scegliere tra due esercizi in base alla loro utilità per la tua situazione attuale.
Il primo esercizio è un invito a osservare le tue emozioni da semplice spettatore esterno. Occorre osservare, guardare, rendersi conto di …
Non si tratta di pensare a quelle emozioni, riflettendoci sopra o giudicandone la convenienza o pericolosità. Occorre invece che tu le isoli come fossero una semplice impressione subita.
Il sentimento negativo è dentro di te, non nella realtà esterna. Osserva allora te stesso come se fossi un’altra persona, guardandoti e rendendoti conto di tale sentimento da osservatore esterno.
Questo ti permetterà di comprendere perché provi determinati sentimenti, non solo quelli relativi alle varie paure che per adesso ti animano, ma anche gelosia, invidia, accidia, superbia …
Quanto più vai alla radice di ciò che ti muove verso quella sensazione o emozione, tanto più riesci a capire se si tratta di qualcosa che parte da un disordine interno o da influenze esterne, dal non accettare qualcosa di te stesso o da una fase di desolazione, scoraggiamento o negatività. Prendere consapevolezza di questo è già il primo passo per allontanarsene.
Il secondo esercizio consiste nel ripetere più volte una frase che ponga il tuo animo all’interno di un orizzonte positivo. Spesso succede che un’emozione indesiderata sia alimentata da un continuo ripetere a te stesso di essere quello che stai sentendo, come se fosse un mantra. Per esempio è il caso di quando una persona si ritiene fragile e paurosa perché continuamente i suoi pensieri sono presi da ciò che la preoccupano.
Allora ripeti più volte frasi contrarie del tipo “sono sereno”, anche se ci sono nuvole oscure all’orizzonte.
Il gesuita spagnolo Mariano Ballester ha elaborato cinque accorgimenti per eseguire questo esercizio (Iniziazione alla Meditazione profonda, 56-57). Il primo è che bisogna mettersi in un clima di rilassamento. Poi svolgerlo prima di addormentarsi o appena svegliato.
Inoltre, la frase da ripetere più volte dev’essere breve e mai al negativo (ad esempio non ho paura deve diventare sono coraggioso). In più, soprattutto prima di addormentarsi, si dovrebbe dire la frase a voce chiara e decisa per poi abbassare la sua intensità fino a sussurrarla.